Stagione 2015/16
Opera

L'Italiana in Algeri

di Gioachino Rossini

Solcando i mari in cerca dell’amato Lindoro, l’intraprendente Isabella viene catturata da Mustafà che, annoiato dalla remissività della moglie, desidera corteggiare una delle tanto celebrate italiane. È l’inizio di un’esilarante commedia ispirata al reale rapimento da parte dei corsari di un’astuta signora milanese, già messa in musica nel 1808 da Luigi Mosca ma trasformata cinque anni più tardi da Gioachino Rossini in quel capolavoro che Stendhal definisce “la perfezione del genere buffo”. Marianna Pizzolato, oggi interprete di riferimento del ruolo scritto per la mitica Marietta Marcolini, riporta a Firenze la “follia organizzata” dell’Italiana in Algeri nell’esuberante allestimento di Joan Font.

L'Italiana in Algeri
Opera lirica in due atti
Musica di Gioachino Rossini
Libretto di Angelo Anelli
Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino

Artisti

Direttore
Bruno Campanella

Regia
Joan Font

Scene e costumi
Joan Guillén

Luci
Albert Faura

Coreografia
Xevi Dorca

Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Isabella
Marianna Pizzolato / Victoria Yarovaya (16, 22)

Mustafà
Pietro Spagnoli / Marko Mimica (16, 20, 22)

Lindoro
Boyd Owen / Patrick Kabongo Mubenga (16, 22)

Taddeo
Omar Montanari / Biagio Pizzuti (16, 22)

Elvira
Damiana Mizzi

Zulma
Lamia Beuque

Haly
Sergio Vitale

Tigre
Alfonso Cayetano
ATTO I

Mustafà, bey di Algeri, è nel suo palazzo. Deciso a liberarsi della moglie Elvira, la destina a Lindoro, schiavo italiano ancora innamorato della donna cui era legato in patria, e ordina al capitano dei corsari Haly di procurargli una fanciulla italiana. Sulla spiaggia vengono catturati i passeggeri di un vascello appena naufragato e tra questi compaiono Isabella, l’innamorata di Lindoro, e il suo spasimante Taddeo, del quale la giovane si finge nipote per evitargli la schiavitù. La donna comincia quindi a sedurre Mustafà, ottenendo persino Lindoro, che il Bey stava per inviare in Italia con Elvira, come suo schiavo personale.

 
ATTO II

Tutti sono stupiti della nuova remissività di Mustafà. Mentre Isabella e Lindoro preparano un piano per la fuga, Taddeo è nominato dal Bey, che vuole così assicurarsi la sua complicità, Kaimakan, ossia luogotenente. Isabella, sconvolta del modo in cui Mustafà tratta la moglie, lo invita a prendere il caffè nelle sue stanze per mostrare alla donna, nascosta, il giusto comportamento con i mariti. Il Bey, convinto che l’Italiana si sia finalmente decisa a cedere, ordina a tutti di abbandonare la stanza, per restare solo con la ragazza, non appena l’udranno starnutire. Ma Teddeo, geloso, rifiuta, mandando così il Bey su tutte le furie. Lindoro comunica a Mustafà che Isabella, ora follemente innamorata, vuole nominarlo suo Pappataci, finto titolo destinato ai fidanzati che impone di mangiare, bere, dormire e soprattutto tacere. Con la scusa dei festeggiamenti, Isabella riesce a radunare tutti i prigionieri italiani e, mentre il Bey è concentrato a svolgere per il meglio il suo ruolo di Pappataci, a fuggire da Algeri. Scoperto l’inganno a Mustafà non resta che consolarsi con Elvira, giurando di lasciare perdere per sempre le Italiane.
GIOACHINO ROSSINI

Nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792, figlio di un suonatore di trombetta e di una cantante. Comincia a studiare clavicembalo e canto a Lugo, per poi iscriversi nel 1806 alle lezioni di violoncello, pianoforte e composizione del Liceo Musicale di Bologna. Debutta nel 1810 con La cambiale di matrimonio al Teatro San Moisè di Venezia, ma i primi grandi successi li ottiene con La pietra del paragone (1812), Tancredi e L’Italiana in Algeri (1813). Assunto dall’impresario Domenico Barbaja come direttore dei teatri napoletani di San Carlo e del Fondo con l’obbligo di scrivere due opere all’anno, compone Otello (1816), Mosè in Egitto (1818), Ermione (1819), Maometto II (1820). A Roma tra il 1816 e il 1817 vanno in scena Il Barbiere di Siviglia e La Cenerentola; sempre nel 1817 è la volta di La Gazza Ladra alla Scala di Milano. Con Guillaume Tell (1829) abbandona il teatro d’opera e si dedica allo Stabat Mater (1841) e alla Petite Messe Solennelle (1863). Muore a Passy, presso Parigi, il 13 novembre 1868.

 
Bruno Campanella 460x215 Bruno Campanella

Bruno Campanella si è diplomato in composizione e direzione al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, studiando poi composizione con Nino Rota e Luigi Dallapiccola. Direttore stabile del Teatro Regio di Torino dal 1992 al 1995, è specialista del repertorio belcantistico, prediligendo la direzione di opere di Rossini, Bellini e Donizetti. Ha diretto in teatri come il MET, l’Opéra de Paris, la Wiener Staatsoper, il Teatro alla Scala, la Royal Opera House di Londra, il Teatro Regio di Torino, l’Opera di Roma, il New National Theatre di Tokyo, il Liceu di Barcellona, San Francisco Opera.

 
Joan Font 460x215Joan Font

Regista spagnolo, Joan Font è il fondatore di Els Comediants, un artista collettivo formato da attori, musicisti e artisti che ha partecipato alla realizzazione di più di 30 produzioni teatrali nel mondo, tra cui i progetti per il Festival d'Avignone, la Biennale di Venezia e le cerimonie di chiusura dei Giochi Olimpici di Barcellona dell'estate 1992. Ha curato la regia di Orfeo ed Euridice, La Verbena de la Paloma, Cenerentola, Il Barbiere di Siviglia e Persephone. Tra le sue principali regie operistiche sono da segnalare Il flauto magico nell'allestimento del Gran Teatre del Liceu e L'Italiana in Algeri in coproduzione tra Houston Grand Opera, Opéra National de Bordeaux e Maggio Musicale Fiorentino.
Date

Sab 26 marzo, ore 20:00
Mer 23 marzo, ore 20:00
Mar 22 marzo, ore 20:00
Dom 20 marzo, ore 15:30
Mer 16 marzo, ore 20:00
Mar 15 marzo, ore 20:00

Durata
Prima parte: 1 ora e 10 minuti
Intervallo: 30 minuti
Seconda parte: 1 ora

Durata complessiva: 2 ore e 40 minuti
Prezzi
Platea 1 € 80
Platea 2 € 60
Platea 3 € 45
Palchi € 20
Galleria € 15
Visibilità limitata € 10
Dove

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa
Oltre il sipario
Guide all'ascolto
15, 16, 22, 23, 26 marzo, ore 19.15
20 marzo, ore 14.45